NULLA VERITAS SINE TRADITIONE


22 maggio 2022

Il falso mito della Vandea



I massacri di Machecoul sono uno dei primi eventi della guerra di Vandea, che ebbe inizio l'11 marzo 1793 in questa località del distretto della Bassa Loira. La città aveva allora molti borghesi, amministratori e commercianti, che furono le principali vittime degli eccidi perpetrati dai Vandeani.

L'11 marzo 1793, verso le otto del mattino, Machecoul fu assalita da una folla sopraggiunta da tutti gli accessi della città. Dai cinque ai seimila contadini, uomini, donne e bambini, provenienti dalle campagne circostanti e armati di fucili, forconi, coltelli e picche, chiesero che la campagna per reclutare 300.000 uomini fosse fermata.

Sconfitta l'esigua Guardia Nazionale, i ribelli, comprese molte donne, catturarono quelli che erano considerati patrioti, qualificando come "Bleu” coloro che avevano assunto responsabilità amministrative, politiche e giudiziarie. Portati quegli sfortunati nella prigione del vecchio castello e nel convento di Calvairiennes, iniziarono a uccidere i "Bleu" e gli abitanti più illustri.

La casa del Comune venne saccheggiata, gli archivi del distretto incendiati, le case dei patrioti violate, le loro cantine e gli armadi depredati. Il prete del paese, colpevole di aver accettato la Costituzione, fu trafitto con un forcone e una baionetta alla testa e, come se non bastasse, una donna lo privò dei suoi attributi di uomo. Il giorno di Pasqua i briganti trucidarono ventiquattro prigionieri al mattino e altri cinquantasei alla sera.

Le guardie repubblicane giunte successivamente constatarono il massacro di più di quattrocento patrioti di Machecoul e dell'area circostante. Le guardie nazionali rimasero inorridite dopo aver esplorato una fossa, in cui avevano appena provveduto a deporre nove vittime, nella quale rinvennero altri cadaveri non completamente coperti. Riesumati i corpi, furono trovati su di essi i segni di vendetta più crudeli e feroci, con le donne che si erano permesse di compiere indecenze tali da non poter essere raccontate. Si seppe in seguito che molti furono uccisi a colpi di picche e calci di fucile, tra le grida di quei cannibali.


22 aprile 2022

Rivoluzione nella Tradizione




27 marzo 2022

Sulla Rivoluzione Francese



La Rivoluzione Francese vista da un’ottica nuova e spiazzante, quella di un cattolico fervente ammiratore dei principi che la animarono: secondo Belloc non c’era alcun conflitto tra i principi rivoluzionari e quelli della Chiesa cattolica. Piuttosto, gli sconvolgimenti che interessarono la Francia tra il 1789 e il 1795 derivano dalla decadenza del clero, dalle sue compromissioni storiche con la nobiltà, dall’accettazione delle disuguaglianze e delle ingiustizie sociali.

Ammiratore di Rousseau e del suo Contratto sociale (alla base dello Stato moderno), Belloc traccia il profilo di Robespierre, Saint-Just, Danton, Marat e degli altri protagonisti della Rivoluzione, mostrandone il carisma, la passione e le contraddizioni, i buoni propositi e gli errori. Anche il periodo del Terrore viene inquadrato dall’autore come tentativo di evitare l’anarchia e di rispondere in maniera efficace alla guerra proveniente dall’esterno e agli estremismi interni.