NULLA VERITAS SINE TRADITIONE


1 maggio 2010

Un Grande di tutti i tempi: Goffredo di Buglione



Campione delle virtù cristiane e cavalleresche e grande condottiero del primo esercito crociato, discendente di Carlo Magno, Goffredo conte di Buglione, duca della Bassa Lorena, è personaggio sospeso, come e più dell’illustre avo, tra il mito e la storia. Prestissimo il suo nome, la sua figura, le sue azioni entrano nella leggenda e la letteratura se ne appropria. Al pari dei paladini di Carlo Magno e dei cavalieri della Tavola Rotonda, egli è protagonista, nelle chansons de geste, di imprese straordinarie e gloriose. Dante colloca «il duca Gottifredi» nel cielo di Marte, tra gli spiriti militanti. Tasso gli dedica il suo grande poema, che si apre proprio con l’immagine di lui:

Canto l'arme pietose e 'l capitano
che 'l gran sepolcro liberò di Cristo.
Molto egli oprò co 'l senno e con la mano,
molto soffrí nel glorioso acquisto;
e invan l'Inferno vi s'oppose, e invano
s'armò d'Asia e di Libia il popol misto.
Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi
segni ridusse i suoi compagni erranti.

Ma Goffredo di Buglione è figura di concreta realtà storica e di grande rilievo nel panorama medievale. La ricostruzione rigorosa del profilo autentico del conquistatore di Gerusalemme, mentre offre la necessaria alternativa alle interpretazioni, e talvolta le deformazioni letterarie, consente il recupero di un personaggio effettivamente straordinario, uomo d’azione e di fede, volitivo e prudente, valoroso combattente e abile stratega, ma anche politico accorto, profondamente motivato e deciso nella sua azione quanto indifferente ai vantaggi personali e agli onori. Condottiero incontrastato, prima, di una delle tre armate che nel 1096 mossero dall’Europa verso Gerusalemme, poi capo effettivo dell’intero esercito crociato che nel 1099 diede l’assalto definitivo alla città santa e la riportò sotto il dominio cristiano, egli fu il realizzatore, più o meno consapevole, di un progetto politico di lungo periodo che avrebbe avuto conseguenze di grande portata nella successiva storia dell’Occidente e dell’Oriente. Appena un anno dopo che il vessillo cristiano era stato portato sulle mura di Gerusalemme, Goffredo morì improvvisamente, a poco più di quarant’anni. Nel frattempo, se pur brevissimo, tuttavia, aveva avuto la possibilità di consolidare militarmente e politicamente la sua conquista, sbaragliando fra l’altro ad Ascalona l’esercito egiziano che era venuto al contrattacco: in meno di un anno aveva posto le fondamenta di un nuovo Stato, propaggine dell’Europa cristiana nell’Oriente musulmano, destinato a durare più di un secolo e mezzo. Ma per sé egli non chiese altro che il titolo di «avvocato – cioè difensore – del Sacro Sepolcro». Un gesto che apparve nobilissimo, e avrebbe alimentato la sua leggenda di uomo pio e schivo, quale viene rappresentato nell’opera tassiana.

2 aprile 2010

Pasqua del Signore



Per noi cristiani, la Pasqua è la dimostrazione reale che la Resurrezione non era la vana promessa di un uomo ritenuto dai suoi contemporanei un esaltato o, come è stato definito in seguito, un semplice “iniziato”.
La Resurrezione è la dimostrazione massima della divinità di Gesù Cristo, e non uno dei numerosi miracoli fatti nel corso della sua vita pubblica a beneficio delle tante persone che credettero in Lui. Questa volta è Gesù stesso, in prima persona, che indica il valore della sofferenza, comune a tutti gli uomini. Soltanto per merito della Morte e Resurrezione di Cristo può esservi certezza della Redenzione, proprio perché Egli, morendo, ci ha liberati dai peccati e, risorgendo, ci ha restituito i beni preziosi che avevamo perduto.

Se ogni tanto si fermasse a pensare al sacrificio di Gesù Cristo, Nostro Signore, l'intera umanità sarebbe senz'altro migliore di quello che è.

Un caro augurio di Buona Pasqua.

N.H. Cav. Luciano Fortunato Sciandra

18 marzo 2010

Ricordo di Pierre Plantard


Pierre Plantard
(Parigi, 18 marzo 1920 – Colombes, 3 febbraio 2000)
fondatore della
Cavalleria di Istituzione e Regola Cattolica e di Unione Indipendente Tradizionalista