15 marzo 2014
Simboli della Tradizione
La lábrys
(λάβρυς, lidio; πέλεκυς pélekys, greco antico; bipennis, latino), era una scure a due lame,
simbolo del potere minoico, riscontrabile sin dalla media età del bronzo nell'arte
e nella mitologia cretese
e successivamente anche in quella sabina ed etrusca.
Gli studi più
attendibili attribuiscono alla lábrys un significato religioso, avendone
individuato l'utilizzo in contesti sacrificali o cerimoniali. Considerata tra
le armi meglio affilate dell'età del bronzo, se ne ipotizza un impiego anche in
combattimento e non soltanto in cerimonie e parate.
15 febbraio 2014
L'Associazione Atlantis
L'Associazione Atlantis riunisce gli amici di Paul Le
Cour, fondatore della prima Società di studi atlantidei e della rivista Atlantis. Essa consiste in un Centro di
studi delle tradizioni occidentali al fine di ricercare, attraverso i percorsi dell'archeologia
scientifica e tradizionale e mediante il simbolismo, la Tradizione primitiva,
origine delle civiltà, per permettere un rinnovamento spirituale e morale
dell'umanità, specialmente basato su un ideale estetico.
L'Associazione ha per
obiettivo di continuare, attraverso tutti i mezzi a sua disposizione, il lavoro
creato da Paul Le Cour. Essa intende mantenere e far conoscere il pensiero e le
idee di Paul Le Cour e dei suoi seguaci, mediante la rivista Atlantis,
bollettino dell'Associazione, attraverso delle conferenze, dei viaggi, delle
manifestazioni culturali e attraverso tutti i mezzi idonei a favorire
l'edizione o la riedizione di opere o manoscritti inediti che esprimono le
stesse opinioni.
6 gennaio 2014
Il Santo Graal e la Chiesa Cattolica
Nel corso del tempo vi sono state diverse teorie
riguardo alla ricerca del Santo Graal, la coppa (o calice) che Gesù utilizzò
durante l'Ultima Cena, quando istituì il mistero centrale della fede cristiana:
l'Eucarestia.
D'altro canto, non si può
negare che la storia della ricerca del Graal sia stato uno dei temi più grandi
e longevi della cultura occidentale, facendo sì che emergessero figure come Artù, Lancillotto, Galahad e
Parsifal.
Moltissime persone hanno
passato il loro tempo a "cercare" il Graal, senza capire cosa fosse
in realtà il Graal. Il suo mistero, l'aura divina che lo circonda, il potere
curativo che si dice possegga, è invece sotto gli occhi di tutti, perchè è quel
mistero celebrato durante ogni Santa Messa quando si utilizza il calice per
l'Eucarestia: ogni calice è un Santo
Graal.
Quando un sacerdote solleva,
nelle sue mani, il pane consacrato e, nel calice, il vino consacrato, egli fa
delle sue mani e del calice degli strumenti
divini. Questo santo calice porta in sè la divinità, come se fosse lo
stesso Santo Graal, sul quale Nostro Signore Gesù Cristo, durante l'Ultima
Cena, pronunciò le parole «Prendete, e
bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la Nuova ed Eterna
Alleanza, versato per voi e per molti (non per "tutti") in
remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me».
Chiunque mangi quel pane e
beva dal calice può diventare uno strumento nelle mani di Dio, portare in sè la
stessa vita divina e vivere per l'eternità. Per questo motivo, i primi
cristiani si riunivano per celebrare la Cena Eucaristica: essi volevano
trascendere il tempo e rinnovare quel momento della storia, in cui una nuova ed
eterna alleanza era stata siglata attraverso il sacrificio di un solo Uomo. Ma
se ciò che accade durante la Santa Messa viene considerato soltanto un
memoriale e non il rinnovamento dell'Unico Sacrificio, in una mistica comunione
con Gesù Cristo, allora nessun calice è il Santo Graal.
Oggi, purtroppo, la Messa si è ridotta a semplice assemblea, perchè gli stessi sacerdoti si sono trasformati in assistenti sociali, sempre più immersi nella materia e sempre più distanti dal trascendente.
Questo è ciò che abbiamo perso: la fede nel fatto che siamo in presenza del Graal durante ogni Santa Messa. La causa principale dei problemi della Chiesa Cattolica è proprio la perdita del senso del sacro e della presenza di Dio tra noi.
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