NULLA VERITAS SINE TRADITIONE


12 marzo 2016

Sodalitium Pianum




Preghiera fraterna
del
Sodalitium Pianum

Gesù Cristo, Nostro Signore e Redentore,
Ti supplichiamo per il trionfo della Tua Santa Causa
contro i suoi nemici e falsi amici,
Tu voglia raggruppare i suoi fedeli,
combattenti la buona battaglia dispersi per il mondo,
affinché si conoscano e si accordino
nell'animo e nell'opera.
Degnati di fornire loro i mezzi materiali e morali,
necessari ed opportuni a tale scopo.
Ti preghiamo altresì che,
secondo la Tua divina promessa,
Tu sia sempre in mezzo a loro,
benedicendoli e soccorrendoli in vita e in morte.
E così sia.

(Mons. Umberto Benigni)




12 febbraio 2016

Lettera di Onorio III in difesa di Gioacchino da Fiore



Che si annunci pubblicamente per tutta la Calabria che l'abate Gioacchino è stato un autentico cattolico e non un eretico.

Onorio Vescovo, servo dei servi di Dio, all’Arcivescovo di Cosenza e al Vescovo di Bisignano.
Mi è stato fatto presente da tutti i diletti figli dei conventi dell'Ordine florense e dai loro abati, che colui che invidia la salvezza e la pace degli uomini istiga contro di loro laici, chierici e sacerdoti, approfittando del fatto che è stato condannato da un Concilio di tutta la Chiesa un libello, scritto dall'abate Gioacchino contro la buona memoria del maestro Pietro Lombardo. Costoro, per distoglierli dalla pace della contemplazione e per tendere loro trappole davanti ai loro piedi, fanno continuo riferimento allo scandalo di questa condanna e lo gettano quasi davanti ai loro piedi, insinuando che sia stato considerato eretico dalla Chiesa proprio l'abate che è stato loro padre e che ha istituito il loro ordine. A causa di queste insinuazioni si determina un danno non solo a coloro che ancora per così dire succhiano il latte, e cioè i novizi che vengono distolti dall'entrare in quell'ordine, ma anche a coloro che già dovrebbero essere abituati al cibo più sostanzioso, a coloro che ormai cresciuti hanno discernimento del bene e del male, i monaci, che cominciano ad ondeggiare nelle loro convinzioni riguardo ai fondamenti del loro ordine.
Anche se il summenzionato libello è stato condannato dal già citato Concilio poiché lo stesso Gioacchino aveva comandato ai suoi discepoli di inviare al Pontefice Romano tutti i suoi scritti, perché fossero approvati o corretti a giudizio della Sede Apostolica, come risulta dall'epistola firmata di suo pugno, nella quale sostiene di confessare fermamente solo la fede della Chiesa Romana (la quale a Dio piacendo è Madre e Maestra di tutti i fedeli), Noi stabiliamo e intimiamo con una lettera apostolica che voi facciate annunciare pubblicamente a tutta la Calabria che riteniamo Gioacchino un autentico cattolico e che giudichiamo salvifico l'ordine che ha istituito, esortandovi a castigare coloro che presumano insultare o sminuire a causa della condanna conciliare il suddetto ordine, in spregio a tutti gli appelli contrari, con un odio la cui forza è pari solo alla verità che si conosce.

Papa Onorio III, 17 dicembre 1220


10 gennaio 2016

Testamento di Gioacchino da Fiore



A tutti coloro che verranno a conoscenza di questi scritti, frate Gioacchino, detto Abate da Fiore, augura perpetua salute nel Signore. Come si può vedere dalla lettera del Papa Clemente che è in nostro possesso, su mandato del Papa Lucio e del Papa Urbano, mi sono sforzato a scrivere alcune cose e finora non tralascio di scrivere di ciò che potrà contribuire alla gloria di Dio. E così, grazie all'ispirazione divina e alla mia intelligenza, ho portato a compimento il Libro della Concordia (del Vecchio e del Nuovo Testamento) in cinque volumi, l'Esposizione dell'Apocalisse in otto parti e con i vari titoli, il Salterio dalle Dieci Corde in tre volumi, senza contare altri argomenti che sono contenuti in piccoli opuscoli sia contro i Giudei sia contro gli avversari della Fede cattolica. E se, mentre sono in vita, ci potrà essere qualcosa che sia di edificazione ai fedeli di Cristo e soprattutto ai monaci, non tralascerò di farlo. Poiché, per la brevità di tempo, non ho potuto finora presentare alla Sede Apostolica gli opuscoli, eccetto il Libro della Concordia, per essere da Essa corretti, nel caso quegli scritti, ciò che non nego anche se non ne sono consapevole, contengano errori da correggere... e poiché è incerto per l'uomo il numero dei suoi giorni... se mi accadrà di partire da questo mondo prima di presentare i miei lavori al magistero della Sede Apostolica, secondo l'impegno da me preso nell'atto di ricevere il mandato di scrivere, prego in nome di Dio Onnipotente, i miei successori, i priori e gli altri fratelli che vivono nel timore del Signore e, per quanto è in mio potere, ordino che, conservati gli esemplari nella biblioteca, mandino all'esame della Sede Apostolica il presente scritto o qualche copia che avranno con sé e gli opuscoli che secondo il testamento ho già scritto e gli altri che potrò scrivere fino al giorno della mia morte, e che accettino dalla stessa Sede a nome mio, la correzione; prego inoltre che espongano ad Essa la mia devozione e la mia fede. È come sia sempre pronto ad accettare ciò che Essa stabilì o stabilirà, poiché non intendo difendere nessuna mia opinione che sia contraria alla Sua Santa Fede, credo integralmente ciò che Essa crede, accetto la Sua correzione sia in materia di costumi che di dottrina, rigetto dò che Essa rigetta, ammetto come vero ciò che Essa ammette, credo fermamente che le porte dell'inferno non prevarranno contro di Essa, ed anche se nel corso dei tempi potrà essere turbata e sconvolta dalle tempeste, la Sua Fede non verrà meno sino alla fine del mondo. Io Abate Gioacchino ho redatto questo scritto e l'ho firmato di mia propria mano nell'anno Milleduecento dell'Incarnazione del Signore. E professo di rimanere fedele a quanto in esso contenuto.

lo, fratello Gioacchino
Abate Florense