NULLA VERITAS SINE TRADITIONE

6 febbraio 2015

Apostasia



Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli;
chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.

 (Matteo, 10,32)







4 gennaio 2015

Aule Feluske, il Templare Antico



Un recente lavoro di un ricercatore italiano (Paolo Poccetti) ha riproposto l'identificazione del secondo nome del titolare, "Feluske", con l'etnico dei Falisci, riconoscendo perciò un "Italico" o un discendente di avi "Italici".
Al riguardo, sono stati esaminati: gli schinieri, il virgulto vegetale con collarini (incisi forse successivamente), l'elmo con la lunghezza del paranaso, lo scudo grande, che fa pensare ad un oplita greco (ma senza la lancia). Sulla piccola ascia, che sembra “agitata”, sono stati versati fiumi di inchiostro per spiegarne la funzione, anche esaminando manufatti simili trovati in altri siti pre-italici.

Per noi è tutto più semplice da spiegare:
a) è la raffigurazione di un guerriero (appartenente alla categoria dei "Bellatores");
b) è la raffigurazione di un religioso (appartenente anche alla categoria degli "Oratores"), in quanto la piccola doppia ascia ("Hachette", come direbbe il maestro Paul Le Cour), denota lo status di "Asciata", Guardiano del Tempio.

Quindi, Oratores/Bellatores = monaci-guerrieri, ovvero "Guardiani del Tempio", dunque "Templari".

Il grande scudo, apparentemente sproporzionato rispetto alla figura del guerriero, mostra una "Rosa" (rosa celtica), che tramanda il recondito messaggio di Aule, etrusco di nome falisco, con elmo acheo o comunque greco. La piccola ascia, simile ad una "Croce", che non serve al combattimento, sembra infatti avere una chiarissima ascendenza, molto antica, il cui simbolismo ricorda la madrepatria: Atlantide – Atlantis.

8 dicembre 2014

Un libro da conoscere: "Hellénisme et Christianisme", di Paul Le Cour



Da sempre, i teologi si sforzano di allacciare il cristianesimo e la cristianità al giudaismo. Questo libro fa invece comprendere come, in realtà, la Chiesa cristiana sia derivata piuttosto da sorgenti ellenistiche, celtiche o iperboree.
Ad esempio, il Vangelo di Giovanni è essenzialmente ellenico, e non ha niente in comune con il giudaismo. Esso trasmette, infatti, un insieme di dottrine di elevata importanza, meritevoli di essere conosciute e comprese in virtù della prossima era, quella annunciata dallo stesso Giovanni nell'Apocalisse.