NULLA VERITAS SINE TRADITIONE

27 dicembre 2011

Il Vangelo esoterico di San Giovanni



«Il Vangelo di Giovanni - ha scritto il comandante Lipman (“Della Cena Cristiana”, 1913) - ha deliberatamente gettato il giudaismo fuori bordo, come una zavorra ingombrante». 
«Il Quarto Evangelo - scrive da parte sua Albert Réville (“Il Quarto Evangelo”) - ha definitivamente emancipato il pensiero cristiano dalla teologia giudea e gli ha dato le sue lettere di naturalizzazione nella filosofia greca». 
«La maniera in cui l’evangelista, nel capitolo VII e in quello seguente, parla dei giudei e dei farisei - dice ancora - mostra chiaramente come egli non si consideri appartenente al popolo giudeo». 
«In generale, ha parlato dei Giudei come d’una classe di uomini stranieri ai quali non si riattacca l’autore dell’Evangelo», dice Reuss (“La Teologia gioannita”). 
Secondo Henry Delafosse (“Il Quarto Evangelo”, 1925), il Cristo dell’Evangelo Giovannita rigetta l’Antico Testamento; lo respinge con disprezzo. Dirà sdegnosamente ai Giudei, parlando della legge di Mosè: «Vostra legge». Essa non è dunque affatto la sua? Di conseguenza i riferimenti a Mosè, ai profeti, ai patriarchi che racchiude il Quarto Evangelo sarebbero delle interpretazioni tendenziose.

L’idea dell’importanza dell’Antico Testamento è scartata dall’affermazione che i Giudei non hanno mai inteso la voce di Dio né visto la sua faccia (Giovanni V, 37) e da questa dichiarazione, dice Reuss, che ha causato tanta insonnia ai teologi: «Tutti quelli che sono venuti prima di me sono dei ladri e dei briganti» (Giovanni X, 8). 
L’Evangelista dice che Cristo chiamava i giudei «i figli del diavolo» (Giovanni VIII, 44). 
«Il padre da cui voi siete nati, è il diavolo, e voi volete compiere i desideri di vostro padre (condannarlo a morte). Egli è stato omicida dal principio e non è mai stato ancorato alla verità, perché la verità non è affatto in lui. Tutte le volte che egli dice menzogne, esprime se stesso, perché egli è mentitore e padre di menzogna». 
Così per il redattore del Quarto Evangelo, Jehovah sarebbe Satana. Cioè quello che dichiarano i Catari. 
Secondo Déodat Roché (“Il Genio d’Oc”, Cahiers du Sud, 1943): «Gnostici, Manichei e Catari, respingevano della Bibbia le concezioni giudaiche che fanno di Jehovah un Dio assai potente, ma anche un Dio vendicatore e distruttore. Le concezioni giudaiche non distinguevano più il bene dal male ed il giudeo-cristianesimo che ne è risultato, ha falsato la dottrina cristiana. I Catari, pervasi di sentimento cristiano, ripudiavano tali nozioni della divinità, che causarono tutte le persecuzioni e le violenze ispirate dallo spirito religioso. 
L’abate Douais, nelle sue istruzioni alla Somma delle Autorità ha riconosciuto che essi avevano il merito di sganciarsi da quello spirito giudaico che ispirava delle sette retrograde nel medio evo, e di dirigere i loro sguardi verso un cristianesimo sganciato dalle antiche leggi di coercizione e di vendette.
prima edizione italiana
«Dall’epoca di Paolo, scrive C. Toussaint (“La Gnosi Paolina”) il cristianesimo si oppose in maniera feroce al giudaismo. Per Marcione (II secolo) vi è antitesi assoluta tra il cristianesimo e il giudaismo in quanto il secondo altera il primo. San Paolo ha dichiarato più volte che Gesù Cristo ci aveva liberati dalla Legge di Mosé».
 Ciò nonostante nel capitolo V,17 di Matteo troviamo la famosa frase sulla quale si appoggiano i giudeo-cristiani: «Io non sono venuto per distruggere la Legge, ma per attuarla». 
Ma è attuare il termine giusto? Non sarà piuttosto la parola completare? In effetti, se leggiamo il seguito del capitolo, troviamo che è detto nella Legge: fate questo, ma che Cristo dichiara: fate quello. I sei casi messi a confronto, hanno lo scopo di modificare, di completare o d’annullare gli insegnamenti della Legge concernenti il giuramento, la vendetta, l’odio dei nemici, la donna adultera, ecc..., si contraddice dunque l’insegnamento della Legge di Mosè. D’altra parte i Giudei lo hanno condannato a morte perché tutta la dottrina di Cristo è contraria a questa legge, e per mettere fine alla predicazione. 
Tutto il capitolo XXIII di Matteo è consacrato a maledire gli scribi, i farisei «assisi sulla cattedra di Mosé» a predicare le loro più terribili punizioni. «Essi percuoteranno ed uccideranno nello loro sinagoghe i profeti, i saggi che io invierò loro, ma tutto il sangue innocente che essi avranno fatto versare ricadrà su di essi».
seconda edizione italiana
D’altronde, nell’Evangelo gioannita, capitolo I, è scritto: «La legge è stata data a Mosé ma la Grazia e la Verità sono venuti da Gesù Cristo». Non dimentichiamo che i cristiani amavano ripetere questa formula: «Il Cristo ci ha affrancato con la sua morte, dal giogo della Legge».
 Giudei furono gli avversari accaniti di Cristo e del Cristianesimo. Sotto la penna di Giovanni, il termine "oi iousàioi" (i Giudei) designa uniformemente gli avversari di Cristo (VII, 1; II, 15, 35; VIII, 22, 48, 52, 57, 59; IX, 18, 22; ecc...). 
Egli disse che i Giudei non potevano ascoltare la parola di Cristo (VIII, 43). In questo stesso capitolo, vediamo i Giudei «protestare contro un insegnamento che rovescia le basi stesse della religione nazionale» (Reuss). 
Questa ostilità risulta da numerosi passi del Quarto Evangelo. Sin dall’inizio (capitolo V) tutta la nazione ci è rappresentata come assolutamente ostile verso Cristo, e desiderosa di farlo morire. L’autore dell’Evangelo ci fa sapere che questi istinti omicidi verso Cristo sono permanenti (VII, 1, 25; X, 31).
«Gesù non voleva restare in Giudea, perché i Giudei cercavano di farlo morire» (VII, 1).
 Qualche abitante di Gerusalemme diceva: «Non è quello, colui che essi cercano di fare morire?» (VIII). 
«Allora i Giudei presero nuovamente delle pietre per lapidarlo» (X, 31).
 Coloro che avrebbero voluto avvicinarsi a Cristo non osavano farlo per timore dei Giudei. 
«Nessuno tuttavia parlava deliberatamente di lui, per paura dei Giudei!» (VII, 13). 
Il nato cieco, guarito da Cristo, fu cacciato dalla sinagoga, per aver riconosciuto la missione divina di Cristo (IX, 22).

Tratto dal libro: "Il Vangelo esoterico di San Giovanni", di Paul Le Cour