NULLA VERITAS SINE TRADITIONE

20 aprile 2012

Un Grande di tutti i tempi: Roberto il Guiscardo



Roberto I d'Altavilla, detto il Guiscardo
duca normanno
(Hauteville, 1015/1020 – Cefalonia, 17 luglio 1085)

Figlio di Tancredi d'Altavilla, venne in Italia intorno al 1040. Chiamato dal fratello Drogone, giunse in Calabria, cominciandone la conquista sistematica, prima sotto il comando dello stesso Drogone e poi dell'altro fratello Umfredo.
Dopo la vittoriosa battaglia di Civitate (1053), in cui i Normanni sconfissero le truppe del Papa Leone IX, al quale in seguito giurarono fedeltà, Roberto, morto il fratello Umfredo, fece sancire la propria elezione a conte di Puglia (1057). Sottomessa interamente la Calabria (1060), mosse quindi alla conquista della Sicilia, grazie all'aiuto di un altro fratello, Ruggero, che portò a termine l'impresa.
Nel Concilio di Melfi (1059), Roberto fu investito da Nicolò II del ducato di Puglia, Calabria e Sicilia, benché questi territori fossero ancora non completamente conquistati. Continuò allora la lotta contro i Bizantini, cacciandoli definitivamente dall'Italia con la conquista di Bari (1071). Successivamente, passò agli ultimi centri di resistenza, Amalfi e Salerno, combattendo soprattutto contro Gisulfo II, che aveva dalla sua Riccardo I, principe di Capua. Prima a cadere in potere del Guiscardo fu Amalfi. Questa conquista accelerò la caduta di Salerno (1077), mentre Gisulfo si ritirava presso la corte papale.
Costituito il proprio stato, Roberto si occupò di dargli forza all'interno e di vincere le numerose ostilità da parte dei signori, insofferenti della dominazione normanna, e delle città, le quali non volevano perdere le loro autonomie. La grande abilità del Guiscardo consentì tuttavia di ristabilire la calma e organizzare amministrativamente tutte le terre conquistate.
Sempre preoccupato dalla potenza bizantina, padrona dell'Adriatico, Roberto salpò con la flotta verso Valona (1081), conquistò Corfù e, dopo aver sconfitto Alessio Comneno, occupò Durazzo (1082).
Interrotta la marcia su Costantinopoli per correre in aiuto di Gregorio VII, assediato a Roma da Enrico IV, riuscì a liberarlo conducendolo a Salerno (1084).
Nell'autunno del 1084 riprese la lotta in Oriente, ma, ripresa Corfù, morì durante l'assedio di Cefalonia.