NULLA VERITAS SINE TRADITIONE


17 gennaio 2020

L'attualità di un'intervista a Monsignor Ducaud Bourget sulla Tradizione Cattolica



Monsignor François Ducaud Bourget, quando il 27 febbraio 1977 organizzò la presa della chiesa di Saint Nicolas du Chardonnet a Parigi per ottenere ai parigini un tempio (negato ostinatamente dal Cardinal Marty) nel quale potessero assistere alla Messa di sempre e pregare secondo le forme tradizionali della santa liturgia, era stato cappellano dell’Ordine di Malta e prelato d’onore di Pio XII. Partigiano decorato (si ricorda il suo contributo nel mettere in salvo molti ebrei perseguitati consentendo il loro passaggio in Spagna) e poeta laureato dell’Accademia di Francia, godeva di una reputazione ecclesiastica, civile e letteraria degna di grandi uomini francesi dei secoli passati. In un’intervista, nel 1976, un anno prima di quella presa eroica che fu un segnavia fondamentale nella lunga difesa della Tradizione cattolica in Francia e in Europa (la cui giustizia è stata implicitamente sancita dal Motu Proprio Summorum Pontificum), Monsignor Ducaud Bourget aveva assunto le difese di Monsignor Marcel Lefebvre colpito dalla sospensione a divinis comminatagli da Paolo VI per avere denunciato gli errori conciliari.
In un momento drammatico, il vecchio prelato francese espresse con estrema chiarezza e in poche battute la dottrina cattolica del primato e dell’infallibilità del Pontefice, l’idea che il Papa è in tutto sottoposto alla Tradizione della Chiesa, che costituisce un prius rispetto all’autorità infallibile di dichiararla e di definirla. Il Cattolicesimo non può perciò essere ridotto al “culto di un buddha vivente, né a papolatria”.

Monsignore, si è ancora cattolici quando si disobbedisce in modo così palese al Papa?
Naturalmente sì, poiché il cattolicesimo non è un feticismo, il cattolicesimo non è il culto di un buddha vivente, né è papolatria, per nulla! È chiaro che il Papa è il superiore, il vicario di Gesù Cristo, ma il suo compito è quello di conservare la Tradizione data dalla Chiesa, perché la Chiesa esisteva prima del Papa.
Chi è cattolico in questa vicenda, Monsignor Lefebvre o il Papa?
Senza alcun dubbio Monsignor Lefebvre.
Quindi il Papa non è cattolico?
Questo riguarda lui, spetta a lui scegliere, ma una cosa è certa: obbedendogli non si obbedisce a un cattolico. Un vero cattolico, un Papa cattolico, non può in coscienza, onestamente, interdire moralmente un sacerdote, un vescovo come Monsignor Lefebvre e dei giovani perfettamente onorabili.
Dunque in conclusione il Papa si comporta come se non fosse cattolico?
Esattamente, esattamente. Tutto qui.