NULLA VERITAS SINE TRADITIONE

20 maggio 2016

Il "vero" San Francesco d'Assisi



Portatosi davanti al sultano Malik al-Kamil, San Francesco non chiese affatto perdono per l’offensiva dell’esercito cristiano. In base alla testimonianza di frate Illuminato, che l’accompagnò nella missione, il sultano pose al santo di Assisi la seguente questione, dicendo: «Il vostro Signore v'insegnò nei Suoi Vangeli a non restituire male per male. A maggior ragione quindi i cristiani non debbono invadere le terre nostre».

Al chè, San Francesco rispose: «Non sembra che voi abbiate letto tutto il Vangelo di Cristo Nostro Signore, infatti esso dice altrove: «Se il tuo occhio ti scandalizza strappalo e gettalo via lontano», con la qual cosa ci ha voluto insegnare che nessun uomo deve esserci tanto caro né vicino, neppure se lo amassimo come un occhio della testa, da non doverlo noi abbandonare, strappare e quasi sradicare da noi se egli tenta di stornarci dalla fede e dall'amore di Dio. Pertanto, i cristiani agiscono secondo giustizia quando attaccano voi e la terra che avete occupato, poiché voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla sua religione quanti più uomini potete. Ma se vorrete invece conoscere, confessare e adorare il Creatore e Redentore del mondo, essi vi ameranno come loro stessi».

Quanto al “dialogo interreligioso”, apprendiamo da San Bonaventura che San Francesco, una volta al cospetto del sultano, rischiò anche il martirio, predicandogli «il Dio uno e trino e il Salvatore di tutti, Gesù Cristo».

Come ha fatto giustamente notare Franco Cardini, «Francesco d’Assisi è il prodotto più rappresentativo ed ortodosso della Chiesa delle crociate», e soprattutto «non è affatto il personaggio che generalmente ci viene presentato adesso. Non era il precursore dei teologi della liberazione. Né tantomeno fu l’araldo di un cristianesimo dolciastro, melenso, ecologico-pacifista: il tipo che ride sempre, lo scemo del villaggio che parla con gli uccellini e fa amicizia con i lupi».